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Come leggere l’INCI degli ingredienti bio? Il dettaglio che rivela la qualità reale di un prodotto

📅 15 Agosto 2026✍️ di Marta Ferretti⏱️ 4 min di lettura

Se sei come me, probabilmente avrai notato che sulla confezione dei tuoi cosmetici bio c’è una lista di ingredienti che sembra scritta in un’altra lingua. Quella lista è l’INCI, e sapere come leggerla è la chiave per capire davvero cosa stai mettendo sulla tua pelle. Non è difficile come sembra, e ti prometto che una volta imparato questo trucco, non guarderai più i prodotti allo stesso modo.

Cos’è l’INCI e perché è importante

INCI sta per International Nomenclature of Cosmetic Ingredients: una nomenclatura internazionale pensata proprio per standardizzare come vengono nominati gli ingredienti nei cosmetici. Funziona come quando in cucina leggi una ricetta: ogni ingrediente ha un nome preciso, così non c’è confusione tra chi legge. Lo stesso vale per il tuo siero viso o la crema corpo.

Ecco il dettaglio rivelatore: l’INCI elenca gli ingredienti in ordine decrescente di concentrazione. Significa che il primo ingrediente è quello presente in maggiore quantità, il secondo un po’ meno, e così via. Se apri una crema idratante bio e il primo ingrediente è acqua distillata, bene: stai per applicare principalmente acqua. Se il primo è olio di cocco biologico, quella crema è decisamente più ricca e nutriente.

Questo è il dettaglio che rivela la qualità reale. Non è quello che c’è scritto in grande sulla confezione, ma quello che puoi leggere in questa lista apparentemente complicata.

Come leggere i nomi scientifici senza perdersi

Il primo ostacolo è sempre questo: gli ingredienti bio hanno nomi che sembrano usciti da un’università di chimica. Ma hanno una logica, te lo assicuro. Prendete l’olio di rosa canina: in INCI si chiama “Rosa Canina Oil”. Semplice, vero? O l’estratto di camomila: “Chamomilla Recutita Extract”.

Il trucco è riconoscere i pattern. I nomi delle piante seguono la nomenclatura botanica latina: genere + specie. Gli oli sono seguiti da “Oil”, gli estratti da “Extract”, i burri da “Butter”. Una volta che conosci questi suffissi, il 70% della lista diventa leggibile.

Ci sono però ingredienti che rimangono più oscuri. Per quelli, esistono siti come il database INCI online dove inserisci il nome e scopri esattamente cosa è. Io l’ho fatto centinaia di volte mentre preparavo i miei workshop di autocura naturale in Provenza: un semplice “Tocopherol” è in realtà vitamina E, un antiossidante naturale che protegge gli oli dall’ossidazione.

I dettagli che fanno la differenza in un prodotto bio

Quando leggi l’INCI di un cosmetico che promette di essere bio, ecco cosa devi cercare: gli ingredienti vegetali dovrebbero comparire relativamente all’inizio della lista, almeno entro i primi 15-20 posti. Se trovi la crema “100% naturale” e tra i primi tre ingredienti ci sono conservanti sintetici, c’è qualcosa che non torna nel messaggio pubblicitario.

Guarda anche i conservanti. In un prodotto biologico certificato, dovrebbero essere conservanti ammessi dalla normativa Regolamento CE 834/2007, come l’acido benzoico naturale, il potassio sorbato o preservanti derivati da piante come il Phenoxyethanol (che è naturale nonostante il nome scientifico che spaventa). Se invece vedi parabeni o formaldeide, allora non è bio certificato, anche se la bottiglia lo promette.

Un altro dettaglio importante: gli ingredienti certificati biologici spesso hanno una nota speciale accanto. Nel vero INCI, non è sempre visibile perché la normativa non lo richiede sull’etichetta, ma se contatti il brand e chiedi quale percentuale è certificata bio, le aziende serie ti risponderanno. Ho fatto questa domanda decine di volte nei miei workshop, e le marche affidabili sanno sempre la risposta.

Quando l’INCI nasconde i “cocktail” di ingredienti

C’è un aspetto che molti non considerano: a volte in INCI trovi scritto “Parfum” o “Fragrance”. Questa è una categoria ombrello che contiene una media di 200-300 ingredienti diversi, e le aziende non sono obbligate a elencarli tutti per proteggere le loro formule proprietarie. È come se tu aprissi il frigorifero di una pasticceria e invece di vedere ogni singolo ingrediente della torta, vedessi solo scritto “Dessert”.

Per un cosmetico bio consapevole, cerca prodotti con “Essential Oil” specifici o con “Fragrance from natural sources”. Sono marche che dicono chiaramente: usiamo olio di lavanda, non un cocktail chimico misterioso.

Lo stesso vale per gli estratti standardizzati. Se vedi “Botanical Extract Complex” senza specificare da cosa deriva, è un campanello d’allarme. Le vere aziende biologiche sanno che trasparenza significa fiducia.

Il potere di questa conoscenza

Leggere l’INCI è come imparare a controllare gli ingredienti di quello che mangi. Non ti trasforma in un chimico, ma ti rende un consumatore consapevole. E in un mercato dove il greenwashing, cioè la falsa promessa di sostenibilità biologica, è ormai una pratica comune, questa conoscenza è il tuo scudo migliore.

Ogni volta che scorri quella lista, ricorda: stai leggendo le priorità dell’azienda. Se i primi cinque ingredienti sono oli e burri vegetali biologici, quella marca sa che la qualità inizia dagli ingredienti. Se invece sono acqua, siliconi e conservanti sintetici, beh, il trucco è scoperto.

Quando torni a casa dopo aver provato un nuovo siero o una maschera, non saltare il passaggio di leggere l’INCI. Scoprirai che quel prodotto che ami veramente ha una struttura che ha senso, che gli ingredienti che senti sulla pelle sono proprio quelli che la formula voleva dare come priorità. E questo, credimi, fa la vera differenza.

Marta Ferretti

Dopo un viaggio in Provenza, Marta si è innamorata dell'aromaterapia e degli estratti bio. Negli ultimi anni, ha organizzato workshop di autocura naturale con gruppi di giovani donne e scrive su ricette per maschere viso fai-da-te con ingredienti locali.